3 Dicembre: Giornata internazionale delle persone con disabilità

ABSPP-onlus.

3 Dicembre: Giornata internazionale delle persone con disabilità

Dati statistici allarmanti, forniti dall’Ufficio centrale di statistiche palestinese-PCBS – e dal Centro palestinese per gli studi sui detenuti, sull’aumento di persone disabili.

255.228 persone in Palestina sono affette da disabilità: rappresentano il 5,8% della popolazione totale.

127.266 disabili vivono in Cisgiordania (5,1% della popolazione totale) e 127.962 nella Striscia di Gaza (6,8% della popolazione totale della Striscia di Gaza).

Il numero di persone con disabilità nella Striscia di Gaza è aumentato negli ultimi 10 anni, passando dal 3,7% della popolazione totale al 6,8% nel 2017.

Le statistiche mostrano che nel 2017 il 2,9% della popolazione palestinese aveva deficit motori; il 2,6% aveva problemi alla vista.

Tra i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, 33 soffrono di disabilità fisiche o mentali, e vivono in condizioni molto difficili.

Tali disabilità, che includono mutilazioni agli arti, ferite permanenti, danni ad organi vitali, cecità e sordità, danni psicologici e neurologici gravi, sindrome da stress post-traumatico, e altre patologie psico-fisiche causate dalle brutali violenze israeliane ai danni della popolazione di Gaza, in prevalenza bambini e ragazzi, e della popolazione cisgiordana, costituiscono un enorme problema medico-sanitario e sociale.

La Striscia di Gaza è sotto embargo e chiusura da 12 anni, e medicine, strumentazioni mediche e quanto altro serva per salvare la vita, curare e spesso evitare amputazioni di arti che trasformano il cittadino in un disabile permanente, sono difficilmente garantite. Inoltre, il decennale assedio alla Striscia di Gaza nega la possibilità per queste decine di migliaia di persone di avere una vita dignitosa: gli ospedali e le cliniche mediche mancano del necessario, le scuole non hanno strutture adeguate per l’accesso dei disabili, e le famiglie, già penalizzate dalla crisi economica, non riescono ad aiutare i propri cari – spesso bambini o adolescenti – in difficoltà.

L’Organizzazione internazionale Medici senza frontiere – MSF – sottolinea che il gran numero di feriti a Gaza con lesioni complesse e gravi supera la capacità del sistema sanitario di dare risposte adeguate. Tali ferite portano a disabilità fisiche che accompagnano molte persone nel corso della loro vita, e che possono causare amputazioni o addirittura la morte.

Cause.

A creare tali situazioni allarmanti concorrono fattori legati alla situazione di occupazione e oppressione in cui vive da 70 anni il popolo palestinese: le periodiche offensive militari e le quotidiane aggressioni israeliane; l’assedio alla Striscia di Gaza e la crisi economica in Cisgiordania; la crisi sanitaria e alimentare; i muri; i check-point; le campagne di imprigionamenti di massa; le repressioni; l’assenza di una vita dignitosa.

Israele colpisce deliberatamente e con ferocia bambini e adolescenti con armi letali e non convenzionali. Li colpisce al petto, alla testa, alle gambe, alle braccia, per ucciderli o per renderli disabili in modo permanente.

C’è un progetto crudele dietro l’uso di tali armi e dietro ogni bersaglio: testare armi da vendere nel mercato internazionale e rendere disabili intere generazioni di giovani, in modo da neutralizzarne la determinazione e la forza fisica e psicologica nel portare avanti la lotta di liberazione.

Lo stesso discorso vale per i carcerati – i prigionieri politici palestinesi detenuti da Israele: donne, bambini, ragazzini, uomini, entrano sani ed escono malati gravi, con tumori, disabilità permanenti, trauma psichici. Con tali metodi di torture di uno dei peggiori regimi che la Storia umana abbia conosciuto, Israele vuole spazzare via ogni resistenza alla propria tirannide.

Rendendo disabili generazioni di bambini e ragazzi, Israele vuole creare una società di persone deboli nella salute psico-fisica, che non possano essere da ostacolo al suo progetto coloniale: occupare tutta la Palestina storica e ripulirla etnicamente dai nativi, dagli autoctoni palestinesi.

Come possiamo aiutare i Palestinesi?

Da anni l’Abspp onlus si è impegnata nel sostegno alle famiglie, agli orfani, ai più deboli e bisognosi. Con l’aumento delle disabilità, la preoccupazione cresce e si rende necessario un impegno ancora più forte.

Vi chiediamo pertanto di continuare ad aiutarci a sostenere i Palestinesi colpiti dalla barbarie israeliana, attraverso i nostri progetti.

Adozione di un disabile       50 euro mensile

Adattamento abitazione , rampa, bagno ed altro 100 euro

Carrozzina per disabile        250 euro

Pannolini                               10 euro